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braccia robotiche saldatrici

Automazione “Hold & Weld”: la rivoluzione nella saldatura di carpenterie pesanti e complesse.

Un leader mondiale nella produzione di macchine agricole si è rivolto a noi per automatizzare la saldatura di imponenti strutture a parallelepipedo, lunghe fino a 3.500 mm. La sfida era complessa: far coesistere grandi lastre strutturali con una miriade di piccoli componenti, impossibili da gestire con le maschere tradizionali. Abbiamo risposto progettando un sistema a tre robot cooperanti che rivoluziona il concetto di fissaggio: la minuteria viene gestita senza l'uso di dime fisse, massimizzando flessibilità e velocità operativa.

Le sfide del business

Il progetto presentava complessità tecniche che impattavano direttamente sulla produttività:

  1. Variabilità estrema: l’impossibilità di creare dime di bloccaggio per i numerosi pezzi piccoli a causa della loro posizione variabile.
  2. Dimensioni critiche: gestione di manufatti lunghi fino a 3,5 metri che richiedono ampi raggi d’azione.
  3. Tempi morti elevati: il carico e il bloccaggio di carpenterie pesanti e ingombranti occupavano una frazione eccessiva del tempo ciclo.
  4. Logistica di carico: la necessità di utilizzare il carroponte per movimentare i pezzi strutturali all’interno di un’area densamente occupata da robot su slitta.

collage di foto di macchine robotiche

Soluzione strategica

L’architettura dell’impianto è stata progettata per massimizzare il tempo mascherato e la flessibilità operativa:

  • Configurazione a tre robot su slitta: due robot KUKA IONTEC dedicati alla saldatura e un terzo robot KUKA ad alta precisione (HA) per la manipolazione e il posizionamento in tempo reale.
  • Tecnologia “robot-as-jig”: il robot di manipolazione posiziona i pezzi piccoli con precisione millimetrica mentre il robot di saldatura esegue la pre-puntatura, eliminando il costo e l’ingombro di centinaia di dime fisse.
  • Doppia stazione a “tornio” mobile: due maschere di saldatura montate su carri slitta separati. Questo sistema permette di portare la zona di carico all’esterno dell’ingombro dei robot, consentendo l’uso agevole del carroponte in totale sicurezza.
  • Maschere di saldatura autoadattative: il robot di manipolazione regola automaticamente la lunghezza della maschera spostando le parti mobili su guide a ricircolo di sfere, adattandosi istantaneamente al modello da saldare.
  • Cambio utensili automatico: gestione di diversi sistemi di presa tramite un magazzino dedicato e cambi automatici elettro-pneumatici sul polso del robot.

braccio robotico che salda

Risultati e valore generato

L’integrazione di queste tecnologie ha permesso di raggiungere obiettivi di business superiori:

  • Riduzione del tempo ciclo: grazie alla saldatura simultanea con due robot sullo stesso pezzo (reso possibile dalla lunghezza del manufatto).
  • Efficienza “tempo mascherato”: mentre un lato dell’impianto salda, l’operatore carica i pezzi strutturali sul secondo carro esterno, azzerando i fermi macchina.
  • Flessibilità totale di modello: il sistema si riconfigura automaticamente per lunghezze variabili da 2.000 a 3.500 mm senza intervento manuale sulle attrezzature.
  • Ottimizzazione degli spazi: l’uso di carri slitta per le maschere ha risolto il conflitto tra l’ingombro dei robot e la necessità di manovra per carichi pesanti.

Specifiche tecniche e dotazione

  • Sistemi di saldatura: 2x KUKA KR20 R3100 IONTEC installati su slitta traslante per la massima copertura operativa.
  • Unità di manipolazione: 1x KUKA KR120 R3100-2 HA (High Accuracy) su slitta, ottimizzato per il posizionamento millimetrico dei componenti.
  • Capacità dimensionale: gestione di manufatti con sezione fino a 1000×600 mm e lunghezze estese fino a 3500 mm.
  • Integrazione di processo: gruppi di saldatura integrati direttamente a bordo slitta, una scelta progettuale che garantisce la massima libertà di movimento e l’assenza di interferenze durante le lavorazioni più complesse.due braccia robotiche a lavoro

Immagini

Video

Case history

Dall’arredo di design alle macchine agricole, le nostre Case History raccontano come trasformiamo la complessità produttiva in efficienza operativa.